Image and video hosting by TinyPic


...Sono una bambina capricciosa e sognatrice,
una ragazza complicata e lunatica,
una donna che sta' nascendo e si fa forza per affrontare il peso della vita.


mercoledì 30 settembre 2015

"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"


"Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie"

- "Soldati", Ungaretti -

Una poesia semplice, breve, diretta, probabilmente troppo famosa, ma assolutamente profonda.
Di quella profondità abissale che ti colpisce dentro, attizzando le fiamme interiori, facendo vibrare ancor più forte l'animo tormentato.
Ogni autunno la ripropongo, quasi come un rituale, come se il correre delle stagioni non facesse altro che riportarmi lì... a fare il punto della situazione, rendendomi conto di essere costantemente là , in quella condizione di dolorosa immobilità, simbolo di una triste sorte gia' scritta, quella delle persone destinate a soffrire silenziosamente, mentre tutto il mondo si muove attorno.
Parlare di fato è sicuramente sbagliato, in effetti forse sarebbe meglio dire “carattere alquanto sensibile”, alcuni definirebbero tale situazione in gergo medico con il termine “malattia”, altri come mancanza di volontà, altri ancora come “periodo difficile che presto finirà”.
Non so' dare un nome alla mia condizione, sono certa che essa va ben oltre l'anoressia e la depressione, mostri che mi hanno divorato da tre anni ad oggi. E va pure al di là di un episodio sporadico,di un evento accaduto. Ne sono sicura perchè fin da piccola ricordo la malinconia che mi attanagliava lungo al petto, allo stomaco, alla testa.
Senza motivo mi sono sentita spesso triste, vuota e nella mia ingenuità credevo di avere l'influenza.

Mi sento morbosamente dentro alle parole di Ungaretti, come mi ci sentivo quindici anni fa, leggendo la poesia ad alta voce dinanzi alla maestra.

Foto scattata durante le mie passeggiate nel bosco

Mi sento la foglia destinata a morire dinanzi al prossimo soffio di vento.
Dentro quella precarietà e fatalità che egli precisamente descrive.
Piena di instabilità e con un'unica certezza, quella della morte.
Sola come quella foglia in giardino che si tiene attaccata all'albero con i denti, ma consapevole che presto dovrà mollare la presa, perchè è stanca e non più così giovane.

Tutti soffriamo nel mondo, ognuno ha i suoi tarli, i suoi segreti, le sue ferite, è vero.
E' giusto che ne abbia anch'io direte voi. Sono d'accordo.

Ma quello che mi spaventa di tutto ciò non è il dolore in sé per sé.
E' il tempo che passa mentre il dolore continua, ininterrottamente, senza mai fermarsi.
Senza aver mai capito da dove esso sia iniziato e talmente intrinseco da non mollarmi mai.

La paura di passare una vita, lunga o corta che sia, sempre con un macigno sul cuore e non trovare mai realmente la pace è una delle peggiori condanne che possano esistere, secondo me.
Perchè non è vita, è prigionia.
(… Sono stata io stessa a condannarmi?)

E vorrei andare da mia mamma, dirle che sto' finalmente bene, che la tempesta infinita è passata, che adesso sebbene sia autunno c'è il sole e ci sarà per un po' perchè ho la forza di affrontare tutto, di non accasciarmi alla prima ventata.
Vorrei dirle che sono una foglia, ma di quelle sempreverdi, dure e resistenti e che se ci sarà un temporale mi bagnerò, ma poi tornerò a splendere, come fanno gli altri attorno a me.
Vorrei vederla sorridere, anche in mezzo ai problemi di mio fratello, sorridere di gusto, dimenticando per un attimo le sfide quotidiane da combattere, contenta di non dover tener la mano ad entrambi.

Vorrei poter essere per lei un punto di riferimento e non un punto fermo.

Non esistono giorni in cui io stia davvero bene. (e' proprio questo che mi fa paura!)
Se l'ho detto è perchè fingo, al fine di non essere noiosa e ripetitiva.

Senza dubbio ci sono giorni migliori e peggiori, ma ogni volta c'è sempre qualcosa che manca, e non so' spiegarlo.Una fame interiore che non si colma con il semplice cibo, con un regalo, con un viaggio, con una frase di coraggio, con un'abbraccio delle persone care.


Un saluto a tutti!


Ilaria

Ps. per sbaglio, con il cellulare ho eliminato il post, fortunatamente (o sfortunatamente per voi) lo avevo salvato su word! Quindi lo riposto adesso.

37 commenti:

  1. Ciao dolce Ilaria,
    mi piace da sempre la poesia di Ungaretti che hai postato, già dagli anni delle elementari quando non sapevo cosa fosse l'ermetismo e anche la guerra era un concetto lontano (per fortuna!) e quasi astratto. Ne apprezzavo la musicalità, per così dire, e l'immagine che essa offre.
    Quando la leggo o mi capita di sentirla non può non venirmi alla mente un boschetto autunnale lambito dal vento.

    Certo, c'è l'idea di fragilità, ma anche quella di immensa e preziosa bellezza.
    L'autunno mi piace infinitamente proprio per questa sua malinconia delicata, quasi suggerita. Non mi fa pensare però al decadimento, quanto più ad una rinascita, il ché suppongo sia strano.

    Le sensazioni che descrivi le conosco bene, le comprendo appieno.
    Mi sono sentita a metà, a volte vuota, a volta morta e anaffettiva fin da bambina, anche se allora cercavo di nasconderlo a tutti per non passare da strana.
    Mi capita di pensare se mai riuscirò a sentirmi completa, felice, senza vuoti e senza pesi sul cuore per più di qualche ora. Mi chiedo anche io se potrò mai reggere tutta la vita in questo modo.
    Sai, mi aspettavo che con la fine dell'adolescenza e il miglioramento della bulimia queste sensazioni mollassero il colpo..è stato un po' un trauma vedere che non passava mai, che continuavo a sentirmi tormentata in una maniera indescrivibile.

    Mi consola pensare che almeno c'è qualcuno che si sente come me, anche se preferirei saperti felice.

    Parla un po' con la tua mamma, io credo che tu per lei sia già un punto di riferimento, sai? così, a sensazione.
    Ti sono vicina.
    Baci,
    Kore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi fa piacere Kore che tu mi abbia capita, che queste mie sensazioni non sia extraterrestri, seppur rare e non alla "portata di tutti".
      Mi spiace ovviamente che tu ti senta così ancora oggi, devi aver sofferto molto , comprendo meglio la tua storia personale proprio in questi giorni..
      Il trauma è proprio quello che hai scritto tu: Vedere il dolore non passare mai.... lascia tana paura e rassegnazione addosso.
      Mi auguro tanto che qualcosa cambierà, non so come, quando e perchè, ma lo auguro ad entrambi.... a tutti!

      Un abbraccio.

      Elimina
  2. Dolce Ilaria, mi piange il cuore leggendo queste tristi parole, che mi ritrovo a condividere. Anche io, come te, mi chiedo se mai ci sarà pace per noi. Quel vuoto incolmabile, quel dolore così impalpabile ma nel contempo reale come non mai, ci daranno mai tregua?
    Se sei quella fogliolina, che vibra e rischia di cadere al primo vento, ripensa a quante tempeste sei rimasta appesa al tuo ramo e rimanici aggrappata con tutte le tue forze. Lo hai fatto fino ad ora, nonostante il freddo e le intemperie, puoi farlo ancora. Dovremmo provare a farlo un po' tutti.
    Ti mando un grande abbraccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Barbara per la fiducia! L'idea di essere rimasta aggrappata dopo tutte le tempeste mi da' coraggio per guardare oltre, oltre la sofferenza e la rassegnazione.
      Mi auguro che arriverà la pace, per te, per me, per tutti.... cambierà!

      Un abbraccio a te, coraggio per ogni cosa.

      Elimina
  3. Non credo che tu sia destinata a soffrire, non ci voglio proprio credere. Forse sei in quel limbo dove si vede solo la sofferenza, la tristezza, il buio. Ma è solo un limbo e se tu vorrai ne uscirai. Non pensare che debba essere per forza di cose sempre così. Un abbraccio grande.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, Dama... forse è proprio un convincimento sbagliato il mio.
      Credere che debba essere per forza così non migliora sicuramente un bel niente. Ci sto provando ad uscire, credimi.. c'è sempre qualcosa che mi fa ritornare nel limbo sicuro e caldo però...

      Un abbraccio a te!

      Elimina
  4. una volta credevo la felicità fosse un'attitudine.
    ricordo di averlo scrito a più riprese, nei post del blog, sui diari, nei dialoghi dei mille libri sempre iniziati e mai finiti
    sai qual'è la verità?
    non conta.
    no, la felicità non conta poi così tanto, se ti obbliga a fare a cazzotti con il timore di perderla...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gia', essere felice mentre si è fortemente impauriti di perdere la felicità non ci fa godere veramente del momento, ed è così che è stato per me, in quei piccoli periodi di spensieratezza nella mia vita ho sempre avuto il grande timore che finisse tutto...
      Grazie carissima!

      Elimina
  5. Se ci sarà qualcosa che ti sottrarrà da questa stasi, questo qualcosa è la bellezza. Cercala ovunque. Se la troverai in te stessa avrai solo vinto.
    A volte non è saggio temere il dolore. Dobbiamo lasciare che ci pervada fino in fondo, senza protrarre queste penose situazioni. Se credi che non sopravviverai non hai abbastanza fiducia in te stessa. Ma per rinascere bisogna morire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, fiducia in me stessa ne ho davvero poca. E' tutta la vita che cerco modo di acquisirla... ma i fatti quotidiani mi hanno sempre fermata, testimoniando i miei fallimenti, convincendomi di non essere all'altezza di tantissime cose.
      Ho sempre ricordato solo le partite perse e la bruttezza, vorrei davvero cercare e trovare un po' di bellezza dentro di me!
      Grazie Lux :)

      Elimina
  6. Mi è molto difficile commentare questo post così doloroso.
    A volte anch'io mi chiedo: "sarò mai una bambina vera?". Mi sento di legno, incapace di vivere nella maniera vibrante con cui fanno gli altri, perennemente rosicchiata dai tarli dell'angoscia. Non posso dirti che sicuramente, a un certo punto, il dolore finirà, perché non è detto che sia così.
    Credo però che sicuramente ESISTA un modo per farlo finire, o comunque per ridimensionarlo. Se saremo forti e fortunate, lo troveremo. Sul fattore "fortuna" non possiamo metterci becco, ma su quello "forza" sì. Diamoci da fare, e non smettiamo di crederci! Ti stringo forte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Saggia Curvula.. hai ragione..
      Mi piace molto il discorso dei fattori "forza" e "fortuna". Estrema verità.
      Io di forza ce ne ho messa, ma non abbastanza, penso di averne altre, nascosta chissà dove... la devo scovare ;)
      Un abbraccio grande!

      Elimina
  7. Ciao Ilaria.
    Questo tuo post è davvero "pieno", pieno direi nell'accezione di "intriso", perchè straborda davvero delle tante cose che contiene. E questo è un qualcosa che, almeno a me, fa molto effetto, soprattutto mi dimostra quanto quello che hai scritto mi sia arrivato, e non credo solo a me.
    Voglio iniziare il commento dicendoti che questa poesia mi ricorda la quinta elementare, perchè la portai agli esami finali (all'epoca si facevano, oggi si va diretti dalla 5° alla 1° media mi pare di aver capito), con tutta la tesina, i passaggi... è un ricordo molto lontano, ma fortemente nitido, e il tuo post mi ha portato subito lì, regalandomi quindi in partenza un sorriso.
    Ma ti dirò, forse può sembrarti in controtendenza con quello che hai scritto tu, come reazione intendo, ma anche il resto del post, per motivi diversi ovviamente, mi ha comunque portato a sorridere: sono serissimo eh, nonostante siano parole, le tue, molto forti, in cui l'abbattimento, la fragilità, la necessità di conforto e di guarire dalle cose che ti producono sofferenza siano evidentissime, per me... è comunque bello pensare che esistano persone con la sensibilità che tu hai. E' una cosa importante e rara poi a giorno d'oggi, preferisco milioni di volte chi come te analizza con lucidità le cose che non lo fanno star bene, e può avere bisogno d'aiuto, piuttosto che chi si trincera dietro corazze in realtà inesistenti, o sorvola su tutto, "che tanto poi passa". Tu fai bene a non fare così, a tirare fuori quello che ti fa male, perchè se sta fuori... non sta dentro. O almeno non sta solo lì, ecco.
    Io da quello che leggo da quando ti seguo ricavo ogni volta grande simpatia per te, mi sembri davvero una brava persona, sensibile e di quelle che un colpo di vento potrebbe sradicare, ma questo non perchè tu non sia forte, perchè invece secondo me lo sei, semplicemente perchè, forse, non ti accorgi ancora di quanto questa tua consapevolezza di te stessa, e dei tuoi "demoni", può invece diventare la tua forza. Ilaria, c'è gente che non sa nemmeno pensare... che vive piatta senza andare oltre le cose più banali... tu invece vai molto oltre e sei molto di più, già solo questa consapevolezza dovrebbe spingerti a reagire a ciò che ti fa male, perchè, lo hai scritto tu stessa, te ne ha già fatto tanto, e per tanto.
    Ovviamente è difficile parlare di cose che non si conoscono totalmente, io per primo d'abitudine non lo faccio ma, in questo caso e con questo mezzo, credo sia meglio "azzardare" piuttosto che lasciarti un commento che dica un pò tutto e un pò nulla, che ti inviti a essere positiva senza offrirti una soluzione. Ecco, per me, e spero anche per te, la soluzione sei tu. Devi esserlo perchè lo hai scritto tu stessa, ti manca qualcosa nonostante l'abbraccio di chi ti ama, nonostante regali, viaggi e frasi affettuose... e allora quello di cui hai bisogno, se non è intorno a te, secondo te dove sta? per me sta dentro di te. Libera quindi la tua anima dai pesi, so che è DIFFICILISSIMO, è quanto di più duro possa esserci al mondo specie per chi ha grande sensibilità e pensa milioni di cose in un momento solo, ma non è una sfida impossibile. Così come tu non sei come le foglie della poesia di Ungheretti, non è autunno e non è nemmeno inverno, per te, se tu decidi di rianimarla quella foglia, se capisci che quando c'è il vento puoi resistere, perchè già ora ne hai la capacità. Soprattutto, e poi concludo, Ilaria capisci che non sei sola, così come non sei un punto fermo e non hai nessun "limite" da porre a te stessa, soprattutto nelle cose che vorresti fare ma non riesci. Perciò, dammi retta, non dirti "vorrei dirle, vorrei fare, vorrei essere"... tu SEI già tante cose, e tutte quelle che non sei ancora puoi diventarle, tutte quelle che vuoi. Perciò non dire, ma prova a fare... vedrai, può essere dura all'inizio ma riuscirai, senza dubbio :)

    Scusa la lunghezza del commento, un saluto e buon fine settimana! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Maurizio mi hai commossa...
      Sei stato così dolce a scrivermi tutte queste righe, a usare minuti del tuo tempo per me, dicendomi frasi così vere... e belle. Belle perchè vere, non posso negarlo.
      Mi hai dato modo di riflettere molto dal momento in cui ho visto il commento, non ti ho risposto subito per non dare una risposta azzardata.
      Ma credo che ciò che ti dico sarà tremendamente scontato...

      ...Hai colpito il tasto dolente, quello della pesantezza della mia anima.
      Liberarmi da ciò mi sembra davvero una sfida impossibile, l'idea di essere nata così e non poter risolvere si è radicata in me.
      Però in tutta questa convinzione c'è un briciolo di incertezza e di voglia di sorpassare quei limiti che mi sono tanto imposta, per anni.
      L'idea di "essere gia' tante cose" mi meraviglia come un bambino davanti a Babbo natale.. non so', mi sembra talmente surreale...

      Buona settimana e scusami per il mio commento molto sciocco, mi hai messo alle strette con la tua saggezza :)
      Grazie!!!!

      Elimina
    2. Non è sciocco ne scontato il tuo commento, non convincerti di cose che non sono assolutamente vere ;)
      Mi fa piacere se posso averti detto qualcosa di utile per te, anche se poi non sono nè saggio, ne esperto nè altro, a volte è solo positivo offrire (o avere, a seconda dei ruoli in cui ci si trova) un altro punto di vista, dal quale poter osservare la situazione e, magari, scorgere ciò che da dove siamo abituati a guardarle non vediamo. Ovviamente bisogna anche essere predisposti a farlo, certo.
      Perciò ecco, mi sento solo di aggiungere che non c'è nessuna sfida impossibile, o almeno, non c'è se noi non vogliamo che lo sia. E questa si che può sembrare una frase da "Baci Perugina" o da "Mental Coach" di quart'ordine ma... io almeno ci credo davvero, e lo vedo in giro spessissimo: tutto quello che "non possiamo", a meno che ovviamente non si tratti di cose tipo diventare milionari ecc che non dipendono dal nostro impegno ma da altre situazioni "imponderabili", è al 100% dipendente da come siamo noi, da come scegliamo di vedere una cosa, dai limiti che noi stessi ci poniamo. Per assurdo, poi lo so che è semplicistico forse e mi scuso in anticipo con te se può apparirti così (non è mia intenzione "svilire" i tuoi pesi che sono assolutamente importanti e percebilibi), più che pensare a quanto sia "surreale" che tu sia già quello che cerchi di essere, che tu abbia già quelle qualità, oppure ancora più che pensare a quanto sia difficile liberarti dal peso che porti dentro... prova a mollarlo. E vedi che effetto fa. Al massimo torni indietro e lo recuperi, se senti che ancora non sei pronta a togliertelo... ma se non ci provi non lo saprai, e magari nel frattempo ti neghi cose belle e positive che ti farebbero bene dimostrandoti che hai quella forza insospettabile per farcela, per andare oltre, per aprire un nuovo capitolo della tua vita.
      Insomma ecco, mi ricordi un pochino il Mago di Oz, conoscerai la storia immagino... ecco, come il leone cercava il coraggio e non sapeva di averlo, come lo spaventapasseri il cervello e l'uomo di latta il cuore... io credo che anche tu sia alla ricerca di qualcosa che non sai cos'è ma che un bel giorno ti accorgerai è sempre stato dentro di te :) E lì cambierà tutto e scriverai un post molto bello che attendo di leggere :)

      Una buona giornata e fine settimana! :)

      Elimina
  8. Tesoro mio, questa volta non ti posso essere d'aiuto perchè sento esattamente come ti senti tu.
    Vedi che gli anni, le esperienze , a volte non servono a nulla.
    Io sono una foglia già caduta..Donna forte che dopo una lacerazione non ancora rimarginata, ha avuto una ricaduta e questa seconda più grave della prima con la paura di non farcela più e di abbandonare tutto proprio tutto con la paura addosso.
    Vorrei che tu fossi con me, lo vorrei tanto, mi sentirei spalleggiata e unita a te.
    Pensa come volano queste foglie in quest'autunno..
    Ti stringo forte come sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' bella l'immagine delle foglie che volano in autunno in un certo senso...
      Se provo a vedere l'aspetto positivo della caduta direi che è proprio questo: il lasciarsi andare, senza freni lasciarsi guidare dolcemente dal vento, sorpassando strade, colline, persone... guardare il mondo da un'ottica differente prima di affondare nel terreno...
      Sappi che siamo unite pur essendo a distanza, la mia fogliolina è accanto alla tua.. e viaggeremo insieme... :)
      Un bacione fortissimo.

      Elimina
    2. Non vedo l'ora di viaggiare insieme a te! Bacio!

      Elimina
  9. Questo post è davvero profondo... Cavolo, non so davvero che dire. Mi ritrovo tantissimo nelle tue parole...! Hai descritto benissimo la sensazione che provo anch'io da quando sono piccola, un vuoto che mi porto dentro, che non so nemmeno da cosa derivi, perché come hai descritto perfettamente tu non deriva da un singolo evento in particolare. Sarebbe facile però, sapere che tutta la nostra sofferenza deriva da qualcosa che possiamo individuare. Invece è tutto un insieme di cose, che non riesco nemmeno ad individuare... Un grande punto interrogativo.
    Quella poesia riflette benissimo questa condizione, mi sento anch'io spesso fragile, destinata a cadere come una foglia prima o poi.
    Sai, quanto capisco il tuo "non sono mai stata davvero felice", anche io l'ho detto mille volte; alla domanda "come stai?" Rispondo sempre e comunque bene.
    Come si fa a dire che si sta così male? Come si può spiegare? È più facile dire che si sta bene, almeno non si deve spiegare nulla.
    Anch'io sento che mi manca qualcosa per apprezzare davvero ciò che mi circonda e le cose belle della vita, forse perché la parte di noi che soffre così tanto ci impedisce di farlo... Come se fossimo destinate a soffrire sempre. Sarebbe bellissimo, anche solo per un giorno godere appieno delle cose, ed è quello che ti auguro... È logorante soffrire per sempre.
    Questo post mi ha scosso un po', mi rivedo così bene... Forse perché la radice del male in fondo è la stessa...
    Ti abbraccio fortissimo bella ❤️

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Godere appieno delle cose Kiki lo vedo tremendamente difficile, qualcosa che probabilmente non ho mai fatto ma che devo imparare a fare.
      Dobbiamo mettercelo in testa, come obiettivo da raggiungere, un desiderio complicato che richiede dedizione, coraggio, forza d'animo..
      Ma credo che l'impegno verrà ripagato, anche se il godimento durerà solo pochi giorni... saranno giorni degni di essere vissuti fortemente...


      Un abbraccio bellissima, combattiamo!

      Elimina
  10. Potrei lasciarti un commento lungo e pieno di parole, dirti tante cose che mi sono venute in mente leggendo ogni singola parola del tuo post, iniziando dalla poesia. Ma forse tutto potrebbe essere riassunto in un:
    Tu pensi di essere come quelle foglie, che cadono al primo alito di vento, ma io ti faccio notare che invece tu sei qui. Loro sono cadute ed invece tu sei ancora qui. Capisci quello che intendo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ... :)
      Penso di sì, mia cara Paola.
      Non posso negare, è un dato di fatto il mio "essere ancora qui" nonostante il vento, il gelo e le tempeste. Io ci sono, sebbene un po' rinsecchita e stanca.
      La tua semplice frase fa riflette....
      GRAZIE!!!!

      Elimina
  11. Quando ti senti così, è inutile cercare il motivo di tale sentimento. Le risposte vengono da sole e a volte bisogna soltanto aspettare...
    Ti seguo! :)
    xoxo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aspetto da tanto tempo, mentre il resto del mondo agisce...
      Attendere soltanto non credo sia la soluzione, porta soltanto altrettanta apatia e stanchezza mentale..
      Ho voglia di trovare le risposte, non di attenderle, anche se lo ammetto, ho sperato tanto che venissero da sole! :)
      Grazie, ti seguo anche io!!!!!

      Elimina
  12. Ti abbraccio forte forte❤, non ho altro da aggiungere perché sono le stesse sensazioni che accompagnano anche me e davanti alle quali sono completamente impotente, purtroppo.
    Scusa se non sono di molte parole...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie bellissima.
      Mi spiace di condividere simili sensazioni, ma un modo per superarle ci dovrà essere...!
      Un bacioneee.

      Elimina
  13. Ti capisco benissimo,purtroppo io e la depressione abbiamo camminato fianco a fianco per anni e anni,e anche se adesso si è allontanata,la vedo sempre.
    C'è.
    Anche quando sono felice,la vedo da lontano,pronta a farmi sentire quel buco nella pancia che non si può riempire.
    io purtroppo ho il problema opposto a te:quando sono depressa mangio.Mi riempio la bocca di cioccolata per mandare via la tristezza,il panico,le lacrime immotivate.
    Quell'ansia del "adesso tutto va bene,ma chissà cosa succederà domani".
    Vivere nel presente dovrebbe essere la soluzione,ma non sempre ci si riesce.
    Un abbraccio stretto.Tieni duro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie davvero! Mi fa piacere che tu mi segua, è un po' un onore per me.. :)
      Mi spiace che tu possa comprendere la mia situazione, i sentimenti contrastanti che provo, ma sorridere nel leggere che tali momenti rappresentano per te il passato, nonostante alcune sensazioni rifacciano "capolino" ogni tanto.
      Bisogna essere forti e tenaci per non ricadere nel tranello, per non farsi spaventare troppo.
      Grazie mille... ti seguo ovviamente anche io!

      Elimina
  14. Buongiorno Ilaria :)
    Sono nuova qui, e ti seguo da qualche giorno... Ho letto questo tuo post ed alcuni altri e mi hai colpito molto. Non ti conosco, ma leggendoti mi sembra di capire che dietro il tuo carattere gentile e delicato nascondi una gran forza d'animo... sbaglio?
    Mi è piaciuta molto la tua "analisi" così personale di questa poesia, ed è proprio vero che chi soffre di dca molto spesso si sente come una foglia pronta a cadere da un momento all'altro. Ma tu sei qui, e hai deciso di condividere tutto questo con noi, non ti lasceremo cadere.

    Il senso di colpa nei confronti di tua madre è comprensibile, ma devi capire che non è una tua colpa quella di essere caduta in questo vortice: è una tua responsabilità quella di provare a rialzarti, e a modo tuo lo stai facendo, già solo il fatto di scrivere qui è un enorme passo avanti ;)

    La prigionia di cui parli tu non è una condizione permanente, voglio che tu sappia che puoi evadere e che prima o dopo lo farai.
    Ti mando un forte abbraccio,
    Joy.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...Joy benvenutaaaa!
      Grazie mille del tuo commento, hai scritto belle parole, molto semplici ma così vere.

      Ho un carattere gentile, delicato, timoroso in certi momenti, in altri mi trasformo in un lupo feroce e aggressivo... parecchio lunatica direi :)
      Vengo subito da te... a presto!

      Elimina
  15. Ciao Ilaria, passo poi con calma a leggermi questo post...a presto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stefania, ci mancherebbe!
      Quando (e se) vuoi :)

      Elimina
  16. Ciao Ilaria, bella analisi e lettura di questa poesia di Ungaretti, mi è piaciuta molto...un po' meno scoprire questo tuo malessere che sembra torturarti ogni giorno...sei così giovane...ma forse è proprio questo...devi trovarti..capire bene chi sei. Capita di sentirsi fuori fase sai? Un po' a tutti, soprattutto se si é particolarmente sensibili...ma ciò che non dovrebbe capitare è di sentirsi sempre in quel certo stato... Fai comunque bene a parlarne, ma cerca di non avere sensi di colpa perché non ti aiuta e soprattutto perché certi stati d'animo non si cercano. Io sono certa che troverai la strada, tieni duro...Un caro saluto, Stefania

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Stefania per la tua elevata comprensione...
      Ti ho sentita vicina con queste parole e mi fa un piacere immenso.
      Sì, probabilmente devo ancora trovarmi, capire chi sono... mi chiedo tutt'ora come possa fare, ma forse dovrei pormi meno domande e agire!

      Elimina
  17. Questa poesia è sempre stata speciale per me. È una di quelle che, fin da piccola, mi ha fatta riflettere. Un' altra è "Ed è subito sera".
    Sai, mi ritrovo in molti elementi di questo post, specialmente quando dici di sentirti ed esserti sempre sentita precaria e priva di certezze. Lo stesso accade ed è sempre accaduto a me, ma più che per me stessa per gli altri. So di sembrare ridicola, ma sono sempre stata terrorizzata dal fatto che i miei potrebbero morire.
    Mi dispiace molto che tu ti senta così nei confronti di tua madre, deve essere una situazione difficile. Però sappi che lei ti vuole bene, e che tu non hai colpa di nulla fra le cose che provi e che ti sono successe.
    Ti stringo forte

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io ho il terrore della morte di alcune persone, sono gia' certa che rimarrei spiazzata, senza più una base su cui ancorarmi... no, non ci voglio pensare.
      Bellissima "ed è subito sera", scelta giusta direi.
      Grazie delle tue parole, sei stata gentilissima!!
      Un abbraccio a te.

      Elimina