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...Sono una bambina capricciosa e sognatrice,
una ragazza complicata e lunatica,
una donna che sta' nascendo e si fa forza per affrontare il peso della vita.


venerdì 17 aprile 2015

Infantilità.

Sarà venerdì 17 che già all'idea non mi sta simpatico, sarà il tempo variabile - pioggia, sole, nuvole, vento, sole, pioggia, sole- a farmi venire un'uggia immensa, sarà il mal di schiena causato proprio dal meteo (accidenti alla meteoropatia!)

Sara quel che sarà, ma oggi non ce l'ho ho fatta.
...direte voi: "A fare cosa?"

A trattenermi dal piangere.


Oggi proprio no, in quello studio, davanti alla psicologa sono crollata.

E così banalmente poi...



Non è da me.
Non è da me cedere in un pianto infantile, sciocco, improvviso davanti a qualcuno.
Sono una che programma tutto, anche quando andare al bagno.
Figuriamoci le emozioni.
Quelle, cavolo, le ho spesso sapute controllare in modo egregio, signorile....
Anche davanti ai massimi esperti ho saputo fingere, sono riuscita ad apparire contenta, sorridente, talmente tanto da farmi togliere i farmaci. (Me lo meritavo oppure no? Ho finto veramente e ci sono caduti come dei bambolotti o no? ...Lasciamoci il dubbio và)

...Quante volte ho fermato la voglia di piangere in pubblico, quante volte ho tirato su col naso, ho chiuso la bocca facendo un respiro profondo, ho guardato in basso, ho preso un fazzoletto per fermare le lacrime giustificandomi con l'allergia.

Stasera no, per la seconda volta da quando faccio le sedute con la mia psicologa ho ceduto.
(Quanto me ne vergogno...
Veramente eh! Non sto scherzando!)

Ho ceduto come una stupida cretina di fronte all'argomento amicizie.
Accetterei di piangere per un argomento serio, come una morte, un licenziamento, una litigata, un problema fisico, una bocciatura... ma cavolo mettermi a piagnucolare per il semplice fatto che non esco mai, che le amiche che "ho"non mi piacciono, che mi cercano soltanto in certi casi, facendomi sentire la "ruota di scorta" e sopratutto perché domani non vorrei uscire, a fronte del loro invito.... è da NEONATI.

Neonata eh gia'... Una che si definisce matura, grande, a volte persino vecchia perché troppo saggia... E in fondo ancora è una bimbetta.
(Bleh.)

Odio questo termine.
Lo odio perché mi ritrae completamente. Me lo sento cucito addosso talmente tanto da voler negare l'evidenza. Babbo me lo ripete spesso... Anche oggi! Un ragazzo mi definì così anni fa, pure mamma me lo ha urlato contro...
Sono una bimbetta da capo a fondo, in tutti gli aspetti della mia vita.
Una bimbetta nel mangiare, nel pretendere gli abbracci, nel voler essere al centro dell'attenzione, nel non saper accontentarsi mai, nel ricercare la perfezione e la felicità di Barbie e Ken, nel sognare il principe azzurro che mi salva dal diavolo che ho dentro, nell'insicurezza micidiale che mi annienta ogni minuto, nella ribellione di fronte a certi ordini che mi vengono dati, nel comportarmi con i ragazzi, nel vergognarmi del mio corpo, nell'uscire con i miei genitori, nel passare le giornate in un'altro mondo, il mondo dei desideri, del piangersi addosso, della scontentezza.


E potrei continuare in eterno.
Smetto perché non avrebbe senso andare avanti...

Mi ferisce nel l'orgoglio sentirmi etichettare così.
Vi giuro che mentre ne parlo mi brucia qualcosa dentro, digrigno i denti dalla rabbia, stringo il polso con la mano da lasciarci il segno, mi lacrimano gli occhi dal nervoso... (E faccio la cyclette per sfogarmi, ovvio)

Non l'accetto.
Non accetto sapere di essere in tal modo, di essere una ritardata, una che non riesce e che non vuole crescere.
Perché non avrei mai voluto ritrovarmi così.
In questo stato pietoso, a nuotare in questo mare di merda mentre gli altri a riva mi guardano attoniti e si mettono una mano sulla testa come per dire: "che ci vuoi fare..."
Non accetto sentirmelo ripetere da tutti, anche la psicologa stessa ha definito le mie turbe infantili.


"Comprensibili, tipiche della patologia, da togliere... Ma infantili."

E io che mi credevo troppo cresciuta, troppo dura rispetto agli altri mi ritrovo invece così tremendamente debole, innocua, fragile come una bambina.

Che delusione.
Che amarezza.
Che tristezza.


Dovevo saperlo.. No?
No, non lo sapevo! 

Mi illudevo di essere una sorta di cugina di Leopardi, destinata a vedere il mondo con il pessimismo cosmico, a soffrire senza una ragione perchè mi piaceva considerarmi una "perla rara" che non può accontentarsi della normalità, ma che ha bisogno di qualcosa di più, mi illudevo persino di dimostrare più anni esteriormente ed interiormente dinanzi agli altri, di essere più matura a causa delle difficoltà passate in casa e di essermela cavata senza i miei genitori varie volte...

E invece no, tutti i miei comportamenti attuali probabilmente sono dettati da una forte infantilità, una voglia di non crescere mai per non assumermi le responsabilità, la pesantezza tipica degli adulti, i macigni di commissioni da fare, giustificandomi sempre di aver bisogno degli altri, di non riuscire a farcela da sola ........


Mi dispiace per il post.

È veramente sciocco, povero, ma avevo bisogno di scrivere. 
Di mettere a fuoco tutto il mix esplosivo che ho dentro la testa, lo stomaco, il cuore...
Mi ero promessa di farne uno positivo, sulla base dei miei miglioramenti, dei sorrisi dei giorni scorsi. Volevo creare un incoraggiamento per voi altre, e invece anche stavolta non riesco.
Spero ardentemente di farlo presto. Perché non si può negare quanto abbia lottato in questi mesi, nonostante non sia poi così in avanti, come credevo.

Vi auguro un buon fine settimana.
Al mio non ci voglio pensare.

Grazie per leggermi.
Ilaria

42 commenti:

  1. Per me non è sciocco.
    Anzi.

    Piangere é liberatorio.
    Se queste amicizie non ti piacciono e se tu domani non hai voglia di uscire perché non puoi rimanere a casa? Inizia a fare quello che ti piace e poi ancora una cosa. ti assicuro che i capricci li fanno tutti, anche donne cinquantenni

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    1. Il fatto di non esser potuta rimanere a casa (sì, sono uscita, pur a malincuore) fa parte della mia "cura".
      Sono costretta ad uscire adesso, dopo un ennesimo periodo chiusa a casa, ad uscite solo con i miei genitori, perché questo ha il significato di iniziare a vivere, di riprovare a stare nel mondo, quello dei miei coetanei. È una terapia, come mangiare.
      Se potessi fare ciò che voglio bè... Asseconderei la malattia, e starei sempre a correre, a mangiare insalata e nient altro.
      (Come ho già fatto per parecchio!)

      Però mi da ai nervi non poter uscire con persone che davvero mi ascoltano, mi fanno sentire a mio agio, evitando alcuni discorsi e che sopratutto ci sono 7 giorni su 7, non ogni tanto.l. Piango per il fatto di sentirmi tremendamente sola sempre, anche quando mi costringono ad uscire per stare meglio. In realtà sto una merda uguale.

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    2. Dimenticavo: grazie emmegi per il tuo commento.
      :) sembra un falso problema, e forse lo è davvero, è che mi sento intrappolata dal circolo vizioso...
      Un bacione, grazie ancora!

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  2. Ciao, non é assolutamente come lo hai definito.
    Questo é il tuo spazio, dove puoi sfogarti come meglio credi.
    Non sei sciocca, sei semplicemente crollata ma credo che lo avresti fatto per qualsiasi altra cosa, anche se aveste parlato di lavoro. Sei crollata perché probabilmente hai accumulato troppo e doveva succedere prima o poi
    Ti abbraccio fortissimo ❤

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    1. Sono un asso nell'accumolare troppo, e poi vomitare tutto il mix esplosivo ch ho dentro.
      È vero, crollo dopo periodo di accumulo.
      Grazie per il tuo commento, per sostenermi. Davvero.
      Un abbraccio a te!

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  3. Le amicizie non sono qualcosa di serio di cui piangere? Una bocciatura invece sì? Non condivido affatto! I rapporti umani, di amicizia e d'amore, sono tra le cose più belle e soddisfacenti della nostra vita, quindi è perfettamente legittimo sentirsi infelici e anche piangere, se ne si è frustrati. Una bocciatura si perde nel bilancio di una vita, ma le ferite che si accumulano dallo stare soli o dall'essere feriti se ne vanno molto più difficilmente. Non c'è infamia nel lasciarsi andare in un pianto, a maggior ragione per le amicizie. So che non è AFFATTO facile, ma cerca amiche altrove. Al lavoro come ti trovi con i tuoi colleghi?
    Mi spiace poi che tu ti senta oppressa da questa etichetta di infantilità. Ti capisco, perché è un fantasma con cui ho lottato anch'io (me lo sentivo rinfacciare spesso, una volta)... ma puoi crescere. Puoi sempre crescere. Sfrutta quella rabbia per farlo, insorgi!

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    1. Grazie mille Curvula per questo commento. Mi fa piacere esser capita, pur dispiacendomi di ciò che hai passato.
      Però mi par di capire che è, appunto, passato e che quindi hai superato questo! Che bellooo.

      Forse ho esagerato a rapportare una bocciatura ad una amicizia, però ho l'idea che piangere per cose così, per il non uscire, non trovarsi bene con le persone, sia un comportamento da bambini, poichè dovrei avere più soirito di adattamento.
      Al lavoro ho due colleghe fidanzati stime ch non fanno altro che pensare al loro rapporto......
      In ogni lato da cui guardo mi ritrovo persone fidanzate, amate, legate... E io sola più che mai....

      Grazie ancora. Proverò ad insorgere, piano piano!
      Un bacione.

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  4. Piangere non è mai sciocco. Si piange per depurarsi, se ci pensi. Per buttare fuori e provare a ricominciare. Hai ancora tutta la vita per crescere. Cominci da oggi? Insieme a noi? <3

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    1. Che carina che sei Mareva!!! :)
      Mi hai fatta sorridere...... Io ci vorrei provare, a crescere.
      Ma ho tanta paura, ho la convinzione che così non farei altro che divenire più cinica, più consapevole e che mi affloscerei nel divano dell'accomodamento, della rassegnazione.
      È pura follia, vero?

      Però il fatto che sono sostenuta mi da una marcia in più.
      Grazie di cuore!

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  5. Secondo me le amicizie, invece, sono proprio uno dei motivi più seri per piangere. Una bocciatura, un licenziamento, feriscono nell'orgoglio, ma non ti lacerano dentro come le delusione che possono darti le persone che tu avevi lasciato entrare nella tua vita, di cui ti fidavi. Non c'è paragone.
    Io penso che sia un motivo estremamente degno di lacrime. Io stessa ne ho spese tante nella mia vita per amicizie finite, interrotte, o deterioratesi nel tempo come un paio di jeans che hai indossato troppo per un certo periodo e alla fine si è logorato. Forse sarò infantile, ma se non si piange per i rapporti umani, per cosa dovremmo piangere?
    L'uomo è un animale sociale. Lasciato solo muore, come dimostra il crudele ma efficace esperimento di Feserico II di Svevia che, per scoprire quale fosse la lingua originaria dell'umanità, rinchiuse dei neonati in un castello con delle nutrici che avevano il compito di accudirli senza mai parlare e questi morirono nel giro di pochi anni.
    Cos'è l'uomo senza persone con cui condividere la sua misera vita?
    E il fatto che tu sia triste perché non ti senti a tuo agio con le persone che frequenti, a me non sembra affatto una stronzata infantile, mi sembra una chiave del tuo disagio interiore, qualcosa sulla quale bisogna lavorare, perché, come scrivevo qualche post fa, abbiamo tutti bisogno del l'appoggio di qualcuno per affrontare il lungo processo di guarigione. Non è da deboli aver bisogno di qualcuno, è da umani.
    La risposta della tua psicologa mi è sembrata davvero superficiale. Cosa dovresti fare, secondo lei? Bearti della solitudine?
    Non sei una bimbetta, sei una persona sensibile e profonda e meriteresti di averne accanto altrettante, che sappiano sostenerti e aiutarti. Un abbraccio forte!

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    1. Secondo lei dovrei accontentarmi di più, dovrei prendere quello che mi capita, che ho dinanzi adesso è sfruutare il buono che c è in ogni persone. Per rafforzarmi e trovare altri spazi.
      Non nego che abbia ragione da un certo punto di vista... Però c è qualcosa che non mi quadra, non mi convince il tutto.
      Ho voglia di ricominciare, di buttarmi, di rifarmi una vita con qualcuno che si meriti la mia presenza. E al contrario, ch io possa meritare la sua. Forse sto dicendo scemenze assurde, boh.

      Come dicevo a Curvula, forse ho esagerato a paragonare amicizie e bocciatura. Ma continuo a collegare il mio disagio a qualcosa di capriccioso, il non riuscire ad accontentarmi di quello che ho intorno.
      Ti ringrazio veramente delle tue parole.
      Il discorso su Federico II mi è piaciuto un sacco. Grazie di cuore!

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    2. Secondo me, invece, ci sono campi della vita in cui non ci si può accontentare e qui dissento dalla tua psicologa. Le amicizie sono uno di questi. Io preferirei accontentarmi di un lavoro che non mi soddisfa perché so che ad un certo punto esco e la mia vita è fuori, ma da un'amicizia insoddisfacente non si esce, rimane lì come un boccone amaro, e noi di bocconi amari ne abbiamo già dovuti mandare giù abbastanza.
      Ti abbraccio!

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    3. Io addirittura sarei dell'idea di non accontentarmi neanche del lavoro, ma effettivamente nel mondo reale i soldi sono qualcosa di essenziale (purtroppo) e spesso ci si accontenta a livello lavorativo.
      La psicologa vorrebbe che mi accontentassi per un po, per farci uscire da questo limbo, per farmi aprire al mondo, con l' occasione di conoscere nuove persone.
      Però io non ci credo più. Non credo che possa conoscere gente migliore, non ho più voglia di uscire aspettando altro, questo è il brutto di tutto!
      Grazie veramente, non ti voglio più confondere con le mie paranoie :)

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Di sciocco non c' è mai nulla

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    1. A volte però ci sentiamo tanto sciocchi comunque.. È li il problema!

      Grazie Francesco! :)

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  8. Questo post è BELLISSIMO.
    Sei veramente meravigliosa e ricca, piu di quanto credi. Questo tuo scrivere ha fatto emergere la sensazione familiare che avvolge anche me: essere infantile.
    Quante volte i miei genitori me lo hanno ripetuto, mi sono trovata in tutte le tue parole. Ma io penso, Ilaria, e mi chiedo: perché mai non interessarsi dei soldi (nel mio caso, perché ho un rifiuto verso i soldi, magari un giorno ve ne parlerò), ribellarsi di continuo, lamentarsi dovrebbe essere infantile? Perché il DOLORE E LA SOFFERENZA, se non sono approvati (e quando parlo di dolore approvato intendo tumori, malattie visibili e compatibili), sono infantili?
    Non me ne capacito. Anche io sono giudicata dai miei infantile.
    L'altro giorno scrivevo sul computer proprio di questo, visto che scrivo continuamente, e volevo condividere con te il mio pensiero visto che tu con questo post mi hai regalato un po' di solidarietà e comprensione umana.
    Ho scritto:
    "questa casa è una prigione. Gabbie ovunque io mi volti, finestre sbarrate, volti disarmoniosi in espressioni di disapprovazione.
    non va bene quello che vuoi, quello che sei: ce lo devi! Mi sento ripetere da quei vecchi disillusi che stanno in cucina.
    e li sento mentre ripetono come due dischi rotti: "sei piccola,crescerai!".
    li sento prendere fuoco nella loro totale ignoranza, nella loro spaventevole mediocrità: per giustificarla, accusano me di non possederla perché mi ritrovo in quella fase della vita in cui nessuno è mediocre: l'infanzia.
    chi può spiegare loro che io sto costruendo il mio cervello? Che io mi realizzo nelle mie incapacità e nel mio straniamento? Chi spiega loro che il potere che hanno si di me è fortemente limitato, sebbene l'uno provi ad ignorarmi, e l'altra mi pedini come un investigatore solo?
    sono piccola, mi dicono. Perché essere materialisti e miseri significa esser grandi."

    So che nel tuo caso è stata una psicologa a dirtelo. Suona piu autorevole, suona vero.
    ma tu sei tu, al di la di ogni giudizio, ogni diagnosi. Probabilmente hai atteggiamenti che loro non comprendono, hai emozioni devastanti che a loro paiono capricci. La gente non capisce che ci sono esseri DIVERSI, non necessariamente perché sono piccoli. Non tutti gli adulti sono aridi. E essere ricchi, curiosi, ribellarsi non vuol dire essere infantili.
    io credo che si confonda molto la miseria dell'interiorità, l'omologazione e la rassegnazione con l'essere adulti. L'interrogarsi è, per questi poveri disfattisti ignoranti, sintomo di un comportamento infantile.
    lascia perdere.

    coltiva la tua intelligenza, continua ad esprimere quello che sei.

    essere piccoli è un'altra cosa. E forse, per come lo intendono loro, è pure meglio. Se essere grandi significa essere miseri.

    Continua per la tua strada. Perché sei assolutamente originale come persona, e degna di essere ascoltata libera dalle etichette che ti tolgono e ti sostituiscono

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    1. E aggiungo, visto che (perdonami) ho un po' trascurato quello che ha scatenato il tuo pianto, che non è segno di maturità trascurare quello che davvero ti fa stare male.
      te lo hanno detto nei commenti sopra e non voglio essere ripetitiva, ma se questo tuo isolarti e sentirti profondamente sola ti logora, allora devi non solo smettere di svilirlo, ma anzi cominciare a prenderlo piu sul serio.
      Anche io tendo molto ad isolarmi, spesso, ma in serate come quella che ho descritto nel mio post mi rendo conto che SCOPRIRE gli altri è immensamente piu interessante che piangere addosso a me stessa, disprezzare me stessa, odiare me stessa...provaci, lentamente. Ti abbraccio

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    2. Oddio Sybil, grazie. Tutte queste parole per me? Che bello!!!!

      Parto dal fondo a risponderti...
      Ti giuro che ci provo, cerco di scoprire gli altri, anzichè piangere e pensare a me stessa, ai miei R errori, ai miei difetti. Sono consapevole di come ciò non serve a nulla, però alcune volte è più forte di me... Mi sale addosso la voglia di criticarmi, di osservare tutto il brutto che ho dentro e fuori, perdendo solo tempo prezioso..
      Mi dispiace per la tua situazione familiare. La mancanza vera e propria di un Padre, e, allo stesso tempo, una madre troppo presente, ossessiva portano ad un nervosismo continuo immagino.
      Ho avuto genitori assenti per mio fratello, perché lui aveva ed ha più bisogno di me, non per altri motivi. Quindi non posso capirti.
      Ma comprendono la sensazione di sentirsi infantili, di buttare giù quelle "offese" verso i nostri comportamenti...
      Sai cosa, ogni tanto i miei atteggiamenti possono essere stupidi, malati, idioti... Però lo sbaglio è giudicarmi come una bimbetta, quando invece la cosa migliore, quella che vorrei, sarebbe un semplice abbraccio, un complimento, una distrazione.
      La critica non fa altro che incrementare l'insicurezza, la rabbia, il timore, l angoscia e.. La patologia.
      C è una male di vivere dietro assieme ad un estremo bisogno di amore, di affetto.
      Altre volte effettivamente noto come mie emozioni, mie paure, miei paranoie siano incomprensibili dagli altri, troppo distanti dalla mia realtà, dal mio pensiero.. E sì spesso mi reputo sbagliata io, anziché continuare per la mia strada.

      Grazie di cuore per il tempo speso a scrivermi!!!!

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  9. Mi spiace aver latitato anche da te, ma le mie giornate sono quello che sono e non ho davvero avuto il tempo di far nulla.

    Questo è..uno sfogo.
    Nulla di più, nulla di meno.
    Tutti abbiamo bisogno di sfograci in qualche modo ed ognuno sceglie quello più adatto alle proprie esigenze.

    Le emozioni sono delle bestie selvagge. Sono difficili da imbrigliare, dannatamente difficili.
    E proprio quando credi di averle in pugno, tirano più forte.

    Resisti sempre, non perdere mai la speranza. Continua a lottare ed a voler migliorare.
    Un saggio mi disse "La sola persona rispetto alla quale possiamo voler essere migliori è la persona che eravamo ieri."

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    1. Esci fuori sempre con una nuova perla... Grazie... Veramente.

      Non ti scusare per l'assenza, mi mancava la tua saggezza, ma non devi disturbarti a passare nel blog se non hai tempo, ci mancherebbe!!!!! Pensa alla gattina invece ;)

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  10. Io penso che non ci sia niente di più spontaneo di un'emozione. Forse è proprio questo che può averti dato fastidio: la spontaneità non può essere controllata, perchè è qualcosa di immediato, così come un sorriso sincero.

    Sai quanti pianti mi sono fatta io dal mio psicoterapeuta? Non per forza il pianto deve essere associato all'essere-bambini. Anche gli adulti piangono: una madre che piange sulla tomba del figlio, può essere ritenuta una bambina? Non credo. Il pianto è espressione di una vulnerabilità, di una sensibilità particolare. Significa che il lavoro con la tua psicologa sta andando bene. Forse stai pensando: "Assurdo: dovrebbe farmi stare bene, non piangere". Lo stare-bene non è qualcosa di immediato ma può venire solo se prima si scardinano i tuoi pensieri, i tuoi dubbi, i tuoi ragionamenti e tante altre cose. Si deve smontare, per poi rimontare i tuoi cassetti (pessima metafora, ma spero che sia efficace).

    Non sei una bambina, non quando manifesti un'emotività ferita, una sensibilità particolarmente vulnerabile.

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    1. Si Val, bravissima. Mi ha dato fastidio la mia spontaneità, il non riuscire a frenare quel pianto, che non avevo programmato, che non sapevo sarebbe avvenuto. Mi sono sentita fuori controllo, quindi persa, totalmente sovrastata dalle emozioni, che, di solito, sono invece sovrastate dalla mente.
      La metafora non è pessima, ho capito perfettamente.

      Grazie davvero delle tue parole.
      Un bacione!

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  11. Anche io mi trattengo sempre molto dal piangere davanti agli altri. Me ne vergogno anch'io. Ma ci sono delle volte che devo farlo, che proprio non resisto più. Ed è bello quando vedi le persone soffrire con te, asciugarti le lacrime.
    Alla fine sono emozioni. Non dovremmo vergognarci.

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    1. Si.... Vedere che qualcuno ti sta accanto, ti aiuta, nei momenti peggiori, di sconforto, di rabbia, di tristezza ci fa sentire forti, protetti, sicuri.
      Forse mi manca proprio chi potrebbe asciugarmi le lacrime, forse è per questo che trattengo spesso tutto dentro, per poi straripare inaspettatamente.

      Grazie Misa.
      Un bacione!!!

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  12. Tesoro mio , ma devi piangere devi sfogarti, mai fingere con se stessi almeno, questo devi risparmiartelo sicuramente!
    esplodere , scaricarsi , perchè le lacrime sono uno sfoco, puliscono gli occhi e li fanno più belli e avere anche un po' di infantilismo , possedere dentro il nostro "fanciullino" che spesso ci fa fare cose assurde, non è un bene?
    Perchè vedi sempre tutto nero ciò che hai? Non devi assolutamente, devi volerti bene, e non te ne vuoi per niente , vuoi nascondere i meravigliosi lati della tua vera personalità che ti possono distinguere da mille altre , perchè dimmi perchè?
    Non drammatizzare..Ho passato metà domenica a letto, per la troppo stanchezza sul lavoro..C'è chi sta peggio di te..fidati!
    Un bacio enoreme!

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    1. Vedo nero perché è una brutta abitudine cara Nella... Qualcosa che è insito nel mio carattere che, con l'andare degli anni, non ho fatto altro che aumentare, anziché trasformare, annichilire, annientare...
      Si, ho il difetto di un elevato vittimismo continuo, ma non lo faccio con egoismo, credimi, lo faccio perché non ho forze spesso di agire, di cambiare qualcosa!

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    2. Ma non devi ambiare amore mio, devi sopo volerti molto ma molto più bene!
      Bacio!

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  13. Non devi dispiacerti di quello che hai scritto (sia qui che sul mio blog, poiché ti sei scusata persino lì).
    La carta, sia pure virtuale, serve anche per sfogarsi e sono da sempre convinta che riversare su di essa il male che si ha dentro aiuti a lasciarlo sfogare e anche ad analizzarlo, in un secondo momento.

    Alcune cose che hai scritto (vedi il sentirti una perla rara, cugina di Leopardi e via dicendo) avrei potuto dirle io. Mi sono sentita tanto spesso una schifezza, ma una schifezza speciale in qualche senso.
    Quando è capitato che mi si dicesse che sono un'immatura (e non in ogni cosa, anzi, come dici di te stessa, anche io a volte sono saggia e agisco come una signora di mezza età fuori dal tempo) ho avuto un'epifania; mi son detta "Cazz.. ma se fosse vero?"
    Ci sto riflettendo e non ho pianto quando me lo hanno gettato addosso, ma ho pianto in seguito sentendomi estremamente fallita e disagiata.

    E allora ti ripropongo quello che ho detto a me stessa; rendersi conto di un problema è un ottimo inizio. Almeno sappiamo da cosa partire, sappiamo che c'è dell'altro che non sapevamo ci fosse.
    E così non siamo sole, no? ^_^
    Mi ha fatto piacere leggerti, ora ti seguo se mi ricordo come fare!

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    1. Ciao Kore, grazie innanzitutto della visita. Non dovevi contraccambiare per forza eh :) mi fa però piacere e ti seguo anche io, dato che i tuoi pochi post che ho letto mi incuriosiscono molto!!!
      Sei una persona interessante ma difficile da come mi pare di leggere... Ti ringrazio fortemente del consiglio e dell'incitamento!

      Non sentirsi sole è molto, aiuta a sentirsi comprensioni e dona un pizzico di forza...!
      Ti seguo pure io, ci sentiamo presto, spero!
      Grazie, grazie e grazie!

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  14. Invece no, a volte lasciare che le emozioni vengano fuori può essere liberatorio.
    Ma ti capisco piangere di fronte ad una psicologa non è bello. Probabilmente però ha tirato fuori uno dei tuoi lati deboli e forse da qui avrai fatto un passo avanti per comprendere come mai questo tuo tirarti indietro rispetto alle amicizie.
    È meglio stare soli piuttosto che insieme alle persone sbagliate. Oppure si può trarre il meglio dalle persone e situazioni e provare a viverla senza troppe aspettative come viene, cercando il meglio.
    Nella vita non c'è nulla di facile, ma avere una persona con cui condividere anche solo una sfumatura può diventare l'inizio di tutto.
    Non negarti un'amicizia, vivila, non sarà la tua grande amica, ma è pur sempre qualcuno con cui poter fare delle esperienze.
    Ci proverei.

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    1. Ciao, ti ringrazio tantissimi del consiglio.
      Alla fine è proprio ciò che mi dicono tutti, o quasi.
      Porto con me troppe aspettative, e certe volte dovrei accontentarmi di più per vivere meglio.
      Sbaglio perché associo l'accontentarsi alla rassegnazione.

      Un bacio.
      Grazie ancora!!!!

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  15. Ciao tesoro, arrivo in ritardo ma devo commentare per forza!!
    Non sei infantile e non sei una bambinetta, no no e ancora NO, nient'affatto!!! Sei semplicemente una persona sensibile probabilmente di più rispetto alla norma ed è normale che il tema dell'amicizia ti tocchi e si un argomento che ti fa scattare qualcosa dentro, non è affatto una cosa da bambini o banale, in quanto essere umano HAI BISOGNO di ricevere amicizia, penso su un bisogno innato ed anch'io spesso penso di poter stare bene da sola e che non mi serve nessuno, la verità è che pensi questo perché la malattia ti ha messo in testa che bastava avere lei come amica e nessun altro, ti ha abbracciata nella sua morsa ma stringe troppo forte e quando ci si vuole liberare è difficile tornare a vivere, uscire con gli amici e soprattutto avere voglia di farlo! Come sai nessuno meglio di me può capirti su questo argomento ma è un aspetto strettamente legato alla malattia come sai benissimo, semplicemente hai accumulato troppe cose ed emozioni che volevi reprimere e gestire e appena hanno avuto l'occasione sono uscite tutte come un fiume in piena! Non sai quanto ti capisco nel voler controllare anche le emozioni, è questo ciò di cui la malattia si nutre, del nostro irrefrenabile e necessario bisogno di controllo su tutto!!! Ma prima o poi scoppiamo è inevitabile...
    Non devi scusarti per questo post, qui puoi sfogarti come vuoi e quando vuoi!!! Anzi, i tuoi post sono sempre interessanti e belli da leggere per me! Ed hai affrontato un tema importantissimo...
    Spero che quei giorni di positività ti diano la spinta per andare avanti e se stai navigando nella merda allora io ti do un remo e ti aiuto ad uscire, forza Ilaria sei una grande donna non una bambina!!!
    Un bacione grandissimo ❤️
    P.S. Ti ringrazio davvero di cuore anche qui per gli auguri, sei adorabileee e la cartolina?! Non ho parole troppo troppo carina!!! Mi stavo commuovendo! Sai che sono un disastro con le mail e non capisco quando mi arrivano -.- quando vuoi ci sono sempre ricordatelo! Grazie mille di tutto ❤️

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    1. Non ringraziarmi della cartolina!!! È un pensierino, forse banale, ma non sapevo cosa dire, scrivere dato che il mio pensiero to sai già..
      Sono contentissima ti abbia fatto piacere!!!! Bene bene bene!! :D

      ... Si inizialmente ero convinta che potessi vivere da sola, senza nessuno attorno, perché io non avevo bisogno di nessun'altro. Io e la malattia ci facevamo compagnia e mi bastava... Che illusa ... Eh!? ... Mi sono fatta una amica che in realtà si è rivelata una nemica, un demone travestito da angioletto....

      Grazie veramente Kiki del sostegno, dei tuoi complimenti!!!!!!
      Spero veramente di essere una grande donna, per me sarebbe magnifico...

      Grazie ancora <3 sei splendida!

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  16. la smania di voler giustificare la propria debolezza, non è sana e non ti farà felice perché "DEVE"...
    abbi pazienza con te stessa e con le tue esigenze Ilaria, non aver paura di apparire indifesa e piccola, amati... anche nelle lacrime

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    1. Amarsi forse è troppo, mi basterebbe accettarmi.. :)
      Grazie Patallice!!!
      Un bacio.

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  17. Cara cugina di Leopardi, non c'è cosa migliore che un bel pianto vero e liberatorio. Senza vergogna. Un passo alla volta saprai trovare la tua strada e sarà radiosa e felice, perchè tu sarai te stessa.
    Buon 25 Aprile e sereno w-end
    Un abbraccio
    Paolo.

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    1. Un 25 aprile a lavoro, ma sono molto felice di ciò!
      Grazie Paolino, menomale sei tornato.
      Un abbraccio a te, buon fine settimana.

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  18. Ciao "Bimbetta" :-)),piangere quando ci vuole ci vuole m come te non amo farlo davanti a nessuno eppure nel corso della mia vita quando meno me l'aspettavo è accaduto...pazienza poi si tira su col naso e si va avanti.
    Dunque Bimbetta io ho quaranta-sei-anni(minchia quanti sono!) eppure a volte mi scruto dentro e mi rendo conto di esserlo si bimbetta in alcune cose,a quel punto posso migliorare e ci provo.
    Ilaria il cercare amore e conferme è infantile,ma non è un spregiativo dirlo è solo tipico di un'indole che è ancora rimasta attaccata a dei bisogni irrisolti e non soddisfatti,quando si cresce si impara a bastare a se stessi.In tutto questo non vi è nulla di male e né di riprovevole...ogni cosa a suo tempo e a suo modo.
    Qualcosa di noi resta sempre un po' infantile,l'importante è crescere,e poi esiste quel bambino interiore che va curato e preservato.
    Un bacione "grande Bimbetta"
    p-s mai essere troppo sicure di essere cresciute o di essere saggie...la via è lunga tanto lunga.

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    1. Grazie, seppur in elevatissimi ritardo, del tuo commento.
      Carolina sei una donna stupenda, riesci sempre a darmi un pizzico di coraggio in più, facendomi vedere le cose non in negativo.
      Grazie di tutto.
      Un ABBRACCIO

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  19. Ti faccio una domanda che mi è sorta nel momento esatto in cui ho letto le tue parole:
    "Le ho spesso sapute controllare (le emozioni) in modo egregio, signorile... Anche davanti ai massimi esperti ho saputo fingere, sono riuscita ad apparire contenta, sorridente...". E se invece proprio questa fosse la strada da seguire? Ascoltare le emozioni, farle uscire, aprirsi agli altri... Sei sulla strada giusta.
    Un forte abbraccio

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    1. Grazie Viola!!! Sia del commento che della tua visita!
      Devo imparare a non fingere, ma a lasciarmi andare, a diminuire quelle estreme rigidità mentali che mi tormentano...
      Ci provo!

      Un abbraccio a te. Aspetto un tuo nuovo post!

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